Il travel blog di Tomas Guerrieri

Il Cammino di Santiago: equipaggiamento

Il Cammino di Santiago, in particolare il Cammino Francese, che si snoda dai Pirenei all’Atlantico per quasi 900 chilometri, è un esperienza che, per quanto straordinaria, non deve essere presa alla leggera: ogni viaggiatore, dall’organizzatore seriale a quello più temerario, deve passare almeno qualche ora a documentarsi e informarsi sull’avventura che lo aspetta. Nonostante sia un viaggio piuttosto sicuro e quasi privo di rischi, si tratta comunque di una prova molto dura per il nostro fisico, la nostra mente e, perché no, anche per il nostro portafoglio.
Per questo motivo, ho deciso di dedicare un’intera sezione di Parole in Viaggio al Cammino di Santiago e di creare, così, una sorta di vademecum dell’aspirante pellegrino. In questo modo, chiunque voglia reperire informazioni riguardo a tappe, distanze, costi, albergue, luoghi da vedere, equipaggiamento e quant’altro, potrà trovare tutto il necessario tra le pagine del blog.

Per quanto mi riguarda, ho percorso il Cammino Francese dal 9 aprile al 18 maggio 2018, per un totale di 31 tappe, 35 giorni e 872 chilometri, con una media di 26  chilometri per tappa. In questa sezione voglio affrontare un tema fondamentale per quanto riguarda l’organizzazione del viaggio: l’equipaggiamento. Per tutto il Cammino, infatti, potrete contare solo e soltanto sulle cose che avete portato con voi da casa. Certo, lungo il Cammino di Santiago i negozi specifici per i pellegrini non mancano, ma è meglio considerarli come un piano b a cui ricorrere in situazioni di emergenza.
Di seguito, vi fornirò una panoramica generale sulla scelta dello zaino e delle scarpe, per poi passare ad analizzare tutta l’attrezzatura che avevo con me, perché voglio che abbiate più informazioni possibili prima di iniziare ad organizzarvi.

Anche in questo caso mi preme specificare che quelle che seguono saranno informazioni di carattere soggettivo, dato che ogni pellegrino deve scegliere il tipo di attrezzatura che più si addice alla sua persona. Quanto scritto di seguito, quindi, costituirà soltanto un primo passo da cui partire per organizzarsi al meglio prima di partire.

 

LO ZAINO: UNA CASA SULLE SPALLE

Cammino di Santiago - Zaino

 

Ogni pellegrino dovrebbe dedicare il massimo impegno nella scelta di zaino e scarpe, dato che il primo sarà la sua casa per tutto il viaggio, mentre le seconde dovranno sopportare quasi mille chilometri di strada.

Parlando di zaini, la dimensione ideale oscilla tra i 40 e i 50 litri. D’estate, potreste anche optare per un 30 litri, dato che avrete un equipaggiamento più leggero. In ogni caso, evitate di comprare inutili macigni da 60 o più litri, ingombranti e pesanti. A questo proposito, calcolate che il peso ideale di uno zaino non dovrebbe superare il 10% del vostro peso corporeo, e dovrebbe aggirarsi intorno ai 7-9 Kg.  La vostra schiena, infatti, dovrà sopportare il suo peso per più di 7 ore ogni giorno, in ogni condizione climatica e di terreno. Optate, inoltre, per zaini con uno schienale traspirante, per evitare che le vostre schiene diventino delle piscine olimpioniche o che il vostro sudore penetri all’interno inumidendo tutti gli altri vestiti.
I modelli più diffusi tra i pellegrini sono i super tecnici Deuter e Ferrino, anche se non mancano (anzi, abbondano) i più semplici ed economici Quechua di Decathlon.

Io ho portato in Cammino un vecchio Quechua Forclaz da 40 litri. Lo avevo comprato una decina di anni fa e, per questo motivo, non si è rivelato una scelta vincente in fatto di comodità ed ergonomicità. Questa è la versione moderna del mio zaino, di gran lunga più confortevole.


A QUESTO PROPOSITO: Cammino di Santiago: tappe, luoghi e città principali


LE SCARPE: ALLEATI PER I PIEDI

Cammino di Santiago - Calzature

 

Per quanto riguarda le calzature, i modelli su cui ci si può orientare sono due: lo stivale alto o la scarpa da trekking. Il primo, più adatto a un Cammino in autunno, inverno o primavera, è l’ideale per chi vuole mantenere protette e rinforzate le caviglie, mentre il secondo, particolarmente consigliato in estate, si addice agli amanti della comodità e della leggerezza. Non ci sono grandi indicazioni in merito alle scarpe, proprio perché, come avrò scritto ormai un centinaio di volte, ognuno deve trovare il modello che più lo fa sentire comodo. Cercate, però, di prediligere modelli impermeabili, per evitare di infradiciarvi i piedi al minimo acquazzone. Tenete presente, però, che dopo qualche ora di pioggia anche il tessuto più idrofobo si impregna d’acqua e che, quindi, qualsiasi calzatura diventerà un acquario.
L’unico accorgimento è quello di rodare per qualche decina di chilometri le vostre scarpe prima di partire, in modo da evitare i classici dolori da adattamento alla calzatura.
Per quanto riguarda le marche, la maggior parte dei pellegrini si divide tra Salomon o La Sportiva, anche se ne ho visti parecchi in scarponi a marchio Quechua e affini.

Cammino di Santiago - Km 100

Non posso darvi indicazioni precise riguardo alle mie scarpe, dato che la mia scelta è stata effettuata la mattina prima di partire. Avevo un modello di scarpe da trekking Quechua molto vecchio e non avevo sicurezze sulla loro effettiva impermeabilità e, per questo motivo, ho optato per un paio di stivali da trekking di mio padre, mai usati e mai rodati. Mi sono trovato molto bene, nonostante non riesca a dirvi altro, dato che li ho lasciati a Finisterre, alla fine del Cammino, in quanto cominciavano a rompersi in più punti.

In aggiunta alle scarpe da trekking, mi sono portato anche un paio di infradito, utili per la doccia e per i momenti di svago in albergue, e un paio di scarpe leggere marca Skechers per uscire a far la spesa o visitare le città. Ho dovuto portare questo paio extra in quanto le infradito tendono a distruggere le mie articolazioni delle gambe quando le porto per troppo tempo.

IL MIO EQUIPAGGIAMENTO PER IL CAMMINO DI SANTIAGO

Cammino di Santiago - Pellegrino

ABBIGLIAMENTO: Per l’abbigliamento considerate almeno due cambi oltre a quello che indossate. Se viaggiate in primavera/estate o inizio autunno, nonostante le temperature possano essere molto calde durante il giorno, portate con voi anche una giacca per le prime ore della mattinata o per le giornate più fresche. In inverno, aggiungete anche un pile leggero da infilare tra la maglietta e la giacca, ma non esagerate: camminando ci si scalda, e anche molto. Per i pantaloni, optate per il modello modulabile, in modo che per lo stesso capo avrete a disposizione sia una versione lunga che una corta. I tessuti tecnici sono da preferire, dato che si asciugano molto velocemente e permettono, quando indossati, una discreta traspirazione.
Io ho portato:
– 3 magliette tecniche.
– 1 pantalone lungo modulabile.
– 1 pantalone lungo rivestito di felpa (che poi ho spedito a casa a Logroño e sostituito con uno corto).
– 1 giacca in tessuto semi-impermeabile fuori e rivestita di felpa.
– 1 pile leggero (che ho rispedito a casa con l’avanzare della bella stagione).
– 1 cappellino.
– 1 paio di occhiali da sole.
– 1 scaldacollo/bandana in cotone leggero.

Ho comprato in Spagna:
– 1 maglia termica a maniche lunghe da indossare sotto la maglietta per trattenere il calore.

INTIMO: Ho preferito portarmi 4 cambi di intimo, in modo da non dover essere sempre vincolato a lavare tutti i giorni mutande e calzini. Sappiate, però, che ho conosciuto pellegrini che vivevano benissimo con due paia di mutande. Per quanto riguarda i calzini, sceglieteli senza cuciture, in modo da evitare il formarsi di vesciche da frizione, e con i punti strategici, come tallone e dita, rinforzati.
Io ho portato:
– 4 paia di mutande in tessuto tecnico
– 4 paia di calzini alti con i punti strategici anti sfregamento.
– Pigiama: una maglietta in cotone e un pantaloncino da calcio.
– 1 mascherina da notte (indispensabile se siete fotosensibili durante la notte).
Tappi per le orecchie (indispensabili per attutire il russare pesante dei pellegrini).

SACCO A PELO: Data l’elevata temperatura delle camerate, non sprecate soldi e spazio per un sacco a pelo eccessivamente pesante. A mio parere, sono sufficienti i modelli più leggeri, i cosiddetti sacchi-lenzuolo. Se avrete freddo, troverete delle coperte con cui coprirvi negli albergue.
Io ho portato:
– 1 Sacco a pelo 20°.
– 1 federa (preferivo mettere qualcosa di “mio” tra me e il cuscino, nonostante venissero fornite le classiche federe di carta).


A QUESTO PROPOSITO: Cammino di Santiago: dove dormire


IN CASO DI PIOGGIA: Che vi piaccia o no, prima o poi un giorno di pioggia capiterà. Non scoraggiatevi: se la perturbazione non è eccessivamente forte, potrete camminare per qualche ora senza che i vostri vestiti si impregnino grazie a qualche accorgimento. Tuttavia, se la pioggerellina si trasforma in acquazzone, temporale o, come è successo a me sui Pirenei, in tempesta di neve, dovrete tirare fuori tutta la vostra forza di volontà e puntare ad arrivare all’albergue il prima possibile
Io ho portato:
– 1 sacco copri-zaino, dato che il mio ne era sprovvisto.
– 1 poncho abbastanza grande da coprire me e lo zaino.
– 1 paio di pantaloni cerati per foderare la parte sotto.

TOELETTA: Non appesantitevi con enormi bottiglioni di shampoo o bagnoschiuma e optate per comprare piccole confezioni di volta in volta e dividerle con altri pellegrini. Per quanto riguarda, invece, il lavaggio dei vestiti, portate del sapone di marsiglia e delle mollette. In molti albergue troverete lavatrice e asciugatrice, me in caso dobbiate lavare solo una maglietta o un paio di mutande potrete ricorrere al buon vecchio lavaggio a mano. Col sole cocente delle mesetas, il vostro bucato si asciugherà in men che non si dica.
Io ho portato:
– Spazzolino e dentifricio.
– Set per le lenti a contatto.
– Piccolo formato di bagnoschiuma e shampoo.
– Sapone di marsiglia.
– Mollette e spille da balia per i vestiti.

PRONTO SOCCORSO: Sul Cammino di Santiago non vi succederà nulla che non possa capitarvi anche a casa. Le malattie più comuni sono il raffreddore e l’influenza; di conseguenza, portate un kit base di pronto soccorso con antibiotici, antiinfiammatori e antipiretici. Per quanto, invece, riguarda, la cura dei dolori muscolari e articolari, il mio consiglio è quello di munirvi di Tiger Balm, un potente unguento balsamico che fa rabbrividire qualsiasi Voltaren: se lo applicate la sera sulla parte dolente, al mattino non sentirete quasi dolore! Contro le vesciche, evitate i classici cerotti  da applicare una volta che vi sono già venute, dato che creeranno solo volume e sbilanceranno la vostra camminata. Cercate, piuttosto, di prevenirne la formazione massaggiandovi i piedi con della crema  idratante prima di mettervi in cammino. In caso di spiacevoli sorprese sui nostri piedi, basterà bucarle con un ago disinfettato ed evitare che si richiudano e accumulino di nuovo acqua al loro interno.
Io ho portato:
– Antiinfiammatori.
– Tachipirina.
– Antibiotico generico.
– Antidiarroico.
– Tiger Balm.
– Crema idratante per i piedi.
– Magnesio e sali minerali in buste.
– Amuchina per le mani e salviettine disinfettanti.
– Ago e filo per le vesciche.

COMPARTO ELETTRONICO: Cavi, cavetti e affini. Abbiate con voi una buona power bank, in caso le prese della camerata siano tutte occupate e abbiate urgenza di ricaricare uno qualsiasi dei vostri dispositivi elettronici.
Io ho portato:
-Power bank
– Cavi di ricarica per cellulari e dispositivi.
– Adattatore con più prese, in modo da poter dividere la spina con altri pellegrini.
– Torcia da fronte, per le ore più buie di cammino e per sistemare lo zaino la mattina quando tutti dormono.

ACQUA: Un bene preziosissimo da non sottovalutare, specialmente nei mesi caldi. Abbiate sempre con voi una borraccia o una bottiglia con almeno due litri d’acqua. Sul Cammino Francese, mesetas a parte, le fontane in cui rifornirsi di acqua fresca e buona abbondano; per questo motivo, cercate di avere la vostra scorta sempre piena, in modo da non rischiare brutte sorprese.
Io avevo:
– Borraccia da 2 litri e porta borraccia a tracolla.


A QUESTO PROPOSITO: Cammino di Santiago: costi, documenti e stagionalità


Ultreya, e Buen Camino. Sempre!

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Tomas Guerrieri, 25 anni, riminese. Traduttore di professione, durante il giorno lavoro con le parole. Di notte, sogno di girare il Mondo. Nel tempo libero, ci provo.
Da due anni ho unito la mia passione per le parole a quella dei viaggi e condivido le mie emozioni con i lettori del mio blog.



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