Cosa portare in valigia? Solo bagaglio a mano, Gabriele Romagnoli | Di tutto un po’ #4

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho scoperto grazie alla recensione di Chiara, una delle due menti del blog I viaggiascrittoriSolo babaglio a mano, del giornalista e autore bolognese Gabriele Romagnoli (Feltrinelli Editore).
Di solito, su Parole in Viaggio non recensisco libri. Tuttavia, dato che questo piccolo saggio parla anche di viaggi e offre interessantissimi spunti di riflessione sull’argomento, voglio proporvi la mia chiave di lettura. Inoltre, potrebbe essere un’ottimo libro da portare in vacanza e leggere sotto l’ombrellone.

Solo bagaglio a mano: 46 ore di felicità

L’elemento cardine del saggio è la leggerezza. Secondo Romagnoli, infatti, ognuno di noi dovrebbe imparare a portare con sé, in viaggio come nella vita, soltanto lo stretto indispensabile. Il contenuto di un bagaglio a mano, insomma.

Il compito di ogni essere umano è, quindi, quello di sbarazzarsi di tutto ciò che appesantisce il suo cammino: brutte esperienze, ricordi dolorosi, traumi, rotture sofferte e persone negative. Il motivo è semplice: nell’arco di una vita, in media, siamo felici soltanto per 46 ore. 46 misere ore in cui abbiamo le ali ai piedi, a fronte di 23 anni passati a dormire e 20 seduti alla scrivania dell’ufficio.

Lo scopo di Solo bagaglio a mano è quello di aprire uno spiraglio nella nostra routine fatta di doveri e pensieri negativi. Uno spiraglio che deve servire a guidarci verso una vita più serena e, magari, a raddoppiare o triplicare quello scarno 46.

Il libro non è altro che una raccolta delle riflessioni elaborate dall’autore in Corea del Sud, durante la messa in scena del suo funerale. In questo Paese il tasso di suicidi è tra i più alti al mondo e numerose aziende si occupano di inscenare finti riti funebri con lo scopo di far riflettere le persone sul vero senso della vita. Dentro una cassa di legno dalle dimensioni discutibili, Romagnoli riflette sulla leggerezza.

Del resto, se la morte non richiede altro se non un corpo e un’anima da portarsi via, perché la vita dovrebbe avere un prezzo diverso?

Il mio bagaglio a mano

Devo dire la verità: nonostante l’abbia adorato, per me questo libro non è stato illuminante. Questo perché, fin da quando ne ho coscienza, cerco sempre di vivere ogni momento al massimo. Provo a essere grato di ogni cosa che mi si para davanti lungo il cammino. Ce la metto tutta per riuscire a raggiungere i miei obiettivi. Lotto con forza affinché ogni giorno mi strappi almeno un sorriso e mi regali un motivo per andare a letto soddisfatto.

Certo, non è sempre facile. Ci sono quei giorni in cui la testa ribolle di mille pensieri, ansie e paranoie. Quei giorni in cui l’unica cosa che riesco a fare è fissare il soffitto o languire sul divano. Quelle notti in cui il cervello lavora e non riesco a prendere sonno. Insomma, quei momenti in cui la strada che voglio percorrere sbiadisce e la vita perde un po’del colore che ha di solito.

Sono questi, però, i momenti in cui non ci si deve arrendere, le circostanze in cui perseverare. Sono questi i periodi in cui Solo bagaglio a mano può essere d’aiuto. Un appunto per ricordarmi, e ricordarci, che la vita va vissuta con leggerezza.

Attenzione, però: non la leggerezza di chi non pensa alle proprie azioni.

La leggerezza deve essere quella interiore. Quella con cui guardi un tramonto senza pensare che a breve verrà la notte. Quella con cui canti a squarciagola in macchina una canzone strappalacrime, incurante delle persone in coda al semaforo accanto a te. Quella con cui ti tuffi da una scogliera sotto un faro nell’Atlantico senza troppe esitazioni. Quella che ti fa rifiutare un lavoro full time che ti impedirebbe di inseguire i tuoi sogni. Quella che ti fa prenotare l’ennesimo viaggio nonostante le poche finanze, tanto un modo per cavartela riuscirai sempre a trovarlo. Quella che ti rende orgoglioso di essere quello che sei. Quella che ti fa sentire la felicità sotto alla pelle e dentro al cuore.

Quella con cui riesco a scrivere bene.

Dicevo, Solo bagaglio a mano non è stato illuminante, questo è vero. Tuttavia, ha rappresentato per me un prezioso strumento con cui aggiustare la rotta. Una lettura che mi ha sbattuto in faccia una verità disarmante: tutti noi sappiamo essere maestri nel preparare i bagagli per un viaggio di due o più settimane, ma abbiamo ancora tanto da imparare quando si tratta di preparare il viaggio della vita.


Se vi state chiedendo quale potrebbe essere la vostra prossima lettura, optate per Solo bagaglio a mano. Piccolo, scorrevole, divertente e illuminante. Non ve ne pentirete, soprattutto in vacanza.

 

Racconto questa storia perché insegna che perdere è avere un’occasione. A tutte le latitudini “smarrire”, “smarrirsi”, Sono verbi vietati. Siamo circondati da indicazioni, cartelli stradali, navigatori satellitari, mappe sul cellulare. Poi un giorno ho incontrato Tony Wheeler, ideatore delle Lonely Planet, le giude di viaggio più diffuse nel mondo, e gli ho sentito dire: “Il più delle volte ho trovato quello che cercavo quando mi sono perso.

 

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