Il travel blog di Tomas Guerrieri

Tradurre e Amare |#13.0

La cosa bella di fare il traduttore è trovarsi sempre in uno stato di continuo apprendimento. Quando traduci sei una spugna. Tutto quello che ti sta dicendo il testo originale lo filtri attraverso il tuo pensiero, lo fai tuo e lo trasformi, poi, in qualcosa di comprensibile per i lettori della tua lingua. È inevitabile, quindi, che qualsiasi libro, romanzo o articolo da tradurre dialoghi con il traduttore stesso e lasci in lui idee e spunti di riflessione sempre nuovi.
Io, per esempio, che sto traducendo un libro in cui sono raccolti tutti i tipi di amore che una persona può sperimentare nella vita, sto imparando tantissime cose.

Ho imparato, prima di tutto, che l’amore non è uno solo.
Di amori ce ne sono tanti, tutti con un colore, un sapore, un odore, una forma diversa.
Ci sono quelli in cui tutto è portato all’eccesso, in cui la passione è incontenibile e il desiderio travolgente. Gli stessi che sono così indomabili che qualsiasi legame fallirebbe cercando di tenerli imprigionati. Gli stessi in cui ogni bacio ha il sapore del fuoco. Gli stessi che, nelle notti d’estate, sgattaiolano fuori dalla finestra per mescolarsi all’odore del gelsomino.
Ci sono, poi, gli amori in cui la passione si spegne inesorabile, in cui l’abitudine prende il sopravvento, in cui i baci lasciano l’amaro in bocca e hanno un retrogusto all’aglio. Gli stessi che, nonostante il torpore della routine, restano uniti perché solo così possono sopravvivere. Gli stessi che, in inverno, guardano fuori dalla finestra pensando a quando i calendari dei loro cuori erano sempre fermi al mese di luglio.
Altri amori, invece, sono così perfetti che tutti li invidiano, così solidi che qualsiasi terremoto non riuscirebbe a danneggiare le loro fondamenta. Così completi che i due innamorati non hanno paura di giurarsi amore eterno perché sanno che sarà sempre così. Sono gli amori di una volta, quelli dei nostri nonni, quelli degli ultraottantenni che, la domenica, si mettono il vestito buono per andare a mangiare una piadina al chiosco sotto casa a braccetto, sostenendosi a vicenda. Sono gli amori dei baci che hanno il sapore del tuo cibo preferito. Sono quelli in cui il cuore irradia sempre la luce di una giornata di primavera.
Infine, ci sono gli amori più tragici, gli amori sofferti, gli amori irrealizzati. Quelli in cui il cuore scoppia di una passione che non può sfogarsi, in cui il cervello perde il controllo e cade in un buio senza fondo. Gli amori dei baci al sapore salato delle lacrime. Quelli delle notti di veglia passate a fantasticare. Quelli finiti, quelli interrotti, quelli ostacolati, quelli impossibili. Gli amori che stanno come d’autunno sugli alberi le foglie.

La seconda cosa che ho imparato è che l’umanità sembra avere un debole per quest’ultimo tipo d’amore.
Non è forse vero che sono le storie d’amore più disperate a riempire le sale dei cinema, a fare i picchi di ascolti in televisione, a far sospirare metà della popolazione mondiale?
Non sono forse le storie più tristi a incontrare un maggiore successo di pubblico?
Pensiamo, per esempio, a Romeo e Giulietta. Se il finale fosse stato un altro, saremmo ancora qui, cinquecento anni dopo, a leggere e rileggere la storia di due innamorati che per un centinaio di pagine fanno i piccioncini per poi alla fine sposarsi e mettere su famiglia?
Abbiamo un feticcio e un’aspirazione per gli amori sofferti. Non vogliamo diventare schiavi dell’abitudine e iniziamo a sperare in partenza che qualcosa metta i bastoni tra le ruote al sentimento che stiamo vivendo. Vogliamo l’amore bello e dannato. Quando iniziamo una storia già parliamo di quanto ci daremo alla pazza gioia una volta finita. Farnetichiamo che l’amore eterno non esiste.

Sarò il solito romanticone, il sognatore, lo sdolcinato, ma io credo nell’amore, cazzo. Quello vero, quello bello, quello puro, quello alto. Quello che ti fa svegliare al mattino e sentire completo. Quello che dura per sempre, così luminoso da non spegnersi mai. Quello in cui ogni cena, ogni uscita, ogni secondo è un’opportunità da non sprecare. Quello in cui ad ogni respiro il cuore batte di gioia. Quello in cui ogni angolo di mondo è casa perché basta essere lì in due. Quello che ti travolge di notte e ti accarezza di giorno. L’ amore con la A maiuscola.
Anche l’amore, del resto, è un viaggio. E come tale ti cambia, ti arricchisce, ti dona emozioni.
Credete nell’amore. Abbandonatevi all’amore. Vivete per l’Amore.

Tomas

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Tomas Guerrieri, 25 anni, riminese. Traduttore di professione, durante il giorno lavoro con le parole. Di notte, sogno di girare il Mondo. Nel tempo libero, ci provo.
Da due anni ho unito la mia passione per le parole a quella dei viaggi e condivido le mie emozioni con i lettori del mio blog.



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