Il travel blog di Tomas Guerrieri

Berlino | #1.0

Ok, è arrivato il momento. Siamo ufficialmente pronti a cominciare questa avventura. Prima di addentrarmi nel vivo dell’articolo, però, devo ringraziare ciascuna persona che ha impiegato un po’ del suo tempo per leggere la mia introduzione. Vi ho sentiti uno per uno!

Ora veniamo al sodo. Dato che siamo qui a parlare di viaggi, direi che abbiamo già perso troppo tempo stando fermi.

Posso, con enorme gioia, svelarvi la meta di questo primo diario di bordo! Se non lo aveste capito dagli indizi sulla pagina facebook di Parole in Viaggio, questa sera facciamo rotta verso la Germania, più nello specifico, verso la sua capitale: Berlino.

Buon viaggio ragazzi!


Colonna sonora: Uberlin – R.E.M.


Se dovessi descrivere questa città in tre parole, probabilmente sceglierei le seguenti: memoria, riscatto, espressione.

Prima di tutto, non si può non camminare per le strade di Berlino senza sentirsi risucchiare tra le pagine di un libro di storia: ogni angolo è stato testimone di un avvenimento che è rimasto intrappolato per l’eternità. Si avvertono, inoltre, la consapevolezza e la voglia di ricordare quello che è stato. Qui vale, più che in nessun altro luogo, il vecchio motivo del ricordiamo per non commettere gli stessi errori del passato.

Tuttavia, questa città non è rimasta vittima del suo tragico passato; al contrario: ha saputo, come l’aquila che è simbolo della nazione di cui è fiera capitale, rialzare la testa e costruirsi una nuova facciata con cui guardare al futuro. Numerosissimi cantieri e opere pubbliche di enorme portata ne sono testimoni.

Il desiderio di riscatto dal male che l’ha tenuta prigioniera per tutto il secolo scorso hanno permesso alla Berlino di oggi di diventare una città in cui ognuno è libero di fare quello che vuole. Nessun berlinese giudica chi gli sta vicino in metropolitana o gli sta accanto al semaforo; anzi, ognuno è pronto a strigliare qualche turista troppo bacchettone che si lascia sfuggire un commento di troppo sull’abbigliamento eccentrico di qualcun altro. Il caleidoscopio di tipi umani di Berlino si traduce, poi, in una sorprendente policromia e varietà tra i diversi quartieri che la compongono: ognuno ha la sua identità, la sua storia, i suoi abitanti, la sua fierezza.


Veniamo, ora, alle mie personalissime 10 esperienze da fare a Berlino:

1- Toccare il muro

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È stato il muro più famoso della storia, ha diviso una città e due mondi e ora è diventato un simbolo di pace e speranza. Berlino non sarebbe stata quella che è oggi se non fosse stata attraversata dai più di 100 chilometri di questa alta barriera di cemento armato.  Lungo tutta la città, sulla striscia dove un tempo si ergeva questa ferita, sono disseminati numerosi luoghi da non perdere se si vuole tornare agli anni in cui questa capitale, la sua nazione e il mondo intero erano divisi.

Lo stesso atteggiamento di memoria e riscatto di cui si parlava prima si riflette in maniera evidente anche sul muro. Non è un caso, infatti, che anche le sue sezioni più significative riflettano un’attitudine diametralmente opposta l’una rispetto all’altra.

Da un lato, sulla East Side Gallery, è possibile percepire tutta l’energia che, dopo essere rimasta sopita nelle anime di due nazioni sorelle per quasi 30 anni, è deflagrata il 9 novembre dell’89 ed è rimasta ancorata ai 1300 metri di questo tratto di muro. Proprio nella zona che costeggia la riva orientale della Sprea, infatti, centinaia di artisti si sono dati appuntamento, richiamati dalle vibrazioni di un mondo che cessava di essere fratturato, per dipingere e dare nuova vita ad un simbolo di morte, distanza e separazione.

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Dall’altro, invece, il Gedenkstätte berliner mauer (il Memoriale del muro di Berlino) ci riporta indietro alle fredde notti invernali della Berlino Est, in una zona dove si diceva fosse più facile oltrepassare la frontiera tra le due Germanie. Nell’area del memoriale, grazie a pannelli, fotografie, ricostruzioni della striscia della morte, si riescono quasi a toccare con mano, data la loro soffocante presenza, la disperazione e la sofferenza delle centinaia di persone che, divise dalle loro famiglie o speranzose di una vita migliore, hanno cercato di inseguire il loro sogno di libertà senza purtroppo farcela.


2- Ricordare le vittime delle atrocità naziste

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Checché ne voglia o no, almeno per questo secolo, Berlino rimarrà indissolubilmente legata al suo passato di capitale del Reich nazista. È stato proprio qui che la falce mortale di Hitler si è abbattuta con più forza per mietere il maggior numero di vittime. Vittime che oggi, sia Berlino che l’intera Germania, ricordano con un gran numero di monumenti commemorativi.

Il più famoso, se non anche il più inquietante, è l’ holocaust mahnmal, nei pressi della Porta di Brandeburgo. In questo piazzale di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti, sono stati posizionati centinaia di blocchi di cemento  della stessa forma e di varia altezza a creare una vera e propria giungla grigia in cui perdersi e rimanere disorientati. L’irregolarità del terreno e il gioco di luci e ombre contribuiscono ad aumentare lo spaesamento e l’inquietudine di chi cammina all’interno del monumento. Infine, una volta fuori da questa sorta di labirinto, se si osserva l’intera area dall’alto, è possibile constatare, quasi con orrore, l’atroce somiglianza tra i suddetti blocchi e delle tombe senza nome.

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Una volta visitato il Memoriale all’olocausto, il punto successivo è approfondire la storia degli ebrei nel museo a loro dedicato. Anche qui l’architettura è studiata in modo da trasmettere il maggior senso di spaesamento possibile, quasi come se il popolo tedesco, nei confronti delle atrocità naziste, abbia provato e provi tuttora, questa inesorabile sensazione avendo visto agire il Male in persona. Tornando al museo ebraico, il livello della memoria è  posizionato sotto terra. In questo piano è possibile vedere con i propri occhi gli effetti personali, le lettere e le fotografie di alcune delle vittime dei campi di concentramento. A completare il tutto, la Torre dell’Olocausto permette ai visitatori di meditare su tutte le vite che sono state cancellate in un ambiente buio illuminato da una fievolissima falce di luce che proviene dal soffitto.

Per chiudere il percorso della memoria, è d’obbligo una camminata nello Scheunenviertel, il quartiere a nord della Sprea, una volta zona prevalentemente ebraica. La cosa più sconcertante è osservare le facciate delle case sfregiate dai segni di colpi d’arma da fuoco, retaggio delle violente operazioni naziste. Infine, nel lastricato dei marciapiedi di questa zona, oggi una delle più incantevoli di Berlino, sono disseminate  decine di targhe a ricordare il tragico destino di numerosissime famiglie di ebrei che avevano fatto di Berlino la loro casa.


3- Ammirare la diversità

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Come abbiamo già avuto modo di dire, la libertà di espressione repressa per così tanto tempo si è tradotta, in seguito alla caduta del muro, in un enorme caleidoscopio di tipi umani, stili di vita e forme architettoniche. Ogni quartiere della città è arrivato a distinguersi in maniera molto evidente dagli altri; per questo, visitare Berlino è come visitare una moltitudine di città diverse. In una settimana, infatti, si può passare dai sontuosi palazzi di Mitte alle casette scrostate e tappezzate di murales di Kreuzberg e Schöneberg, dalle enormi arterie in stile sovietico dell’orientale Friedrichschain, alle strette vie costellate di palazzi dal cortile interno di Scheunenviertel, dai moderni grattacieli di una Potsdamerplatz che guarda speranzosa al futuro alle lussuose boutique della Kurfürstendamm che strizzano l’occhio ai turisti più abbienti.


4- Tornare bambini allo zoo

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Guardare le giraffe a naso in su, ammirare il lucido manto del leopardo, rabbrividire davanti al ruggito dei leoni, scrutare il fondo del lago per trovare gli ippopotami e riconoscersi nei comportamenti delle scimmie. A volte non è necessario un safari in Africa. Lo zoo di Berlino, uno dei giardini zoologici più famosi del mondo, consente ai suoi visitatori di scoprire il mondo e i suoi paesaggi attraverso gli esseri che lo popolano. Occorre anche armarsi di pazienza, dato che a volte, specie durante il pomeriggio, gli inquilini dello zoo si concedono un pisolino. Di fronte alle molteplici meraviglie del regno animale i bimbi impazziranno e gli adulti, come per magia, ritorneranno ad essere adolescenti.


5- Fare il pieno di brezel, currywürst e frutti di bosco

Non si può non visitare la capitale tedesca senza abbuffarsi degli elementi più tipici della sua tradizione culinaria. Non sarà difficile farvi tentare dalle numerosissime bancarelle che propongono il currywürst, un würstel servito con ketchup, una spolverata di curry e una bella manciata di patatine fritte. Non può mancare neanche il brezel, il famoso pane attorcigliato. Un consiglio: invece che acquistarlo dai sedicenti venditori ambulanti per le strade, optate per un supermercato. Spesso la qualità è più alta e il prezzo decisamente più basso. Se capitate a Berlino in estate, saziatevi di frutti di bosco: grazie alle migliaia di ettari di foresta, la Germania può vantare un’ingente produzione di more, lamponi, mirtilli e fragoline di bosco.


Lo so, siete arrivati fin qua e volete scoprire quali sono le altre 5 esperienze immancabili di un viaggio a Berlino.

Non abbiatene a male, ma dovrete armarvi di pazienza e aspettare qualche giorno. In fondo, non si può avere tutto e subito, altrimenti che gusto ci sarebbe?!

Dunque, nel ringraziarvi per la pazienza e per essere arrivati fin quaggiù, vi do appuntamento alla prossima parte con le ultime 5 cose da fare nella capitale tedesca.

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Grazie ancora e a presto!

Keep on wandering!

T

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Tomas Guerrieri, 25 anni, riminese. Traduttore di professione, durante il giorno lavoro con le parole. Di notte, sogno di girare il Mondo. Nel tempo libero, ci provo.
Da due anni ho unito la mia passione per le parole a quella dei viaggi e condivido le mie emozioni con i lettori del mio blog.



4 thoughts on “Berlino | #1.0”

  • Grandissimo! Adoro il modo in cui scrivi e come racconti i tuoi viaggi!
    E potresti far concorrenza ai migliori copywriter e web marketer con i tuoi post su Facebook per invitare a leggere l’articolo!!!
    Non vedo l’ora di leggere tutti i tuoi prossimi racconti.

    • Grazie mille per i complimenti, sono contento che ti piaccia il mio modo di scrivere! Per quanto riguarda i post su Facebook, spero di averti strappato un sorriso e che facciano presa su più persone possibile! Del resto se scrivi qualcosa, lo fai per il desiderio di confrontarti e di arrivare a molti! In ogni caso il tuo commento vale il triplo, dato che è il primo!
      Mi raccomando non perdere gli altri, che ho un sacco di idee!

  • Adoro, Tomas! Sehr schön! E’ una delle città che porto nel cuore, forse ci tornerò per un paio di mesi l’estate prossima! Ma grazie al tuo racconto è come se avessi rivissuto il viaggio a Berlino che ho fatto all’epoca dell’Erasmus 😀

  • Mi fai contento! In realtà è proprio quello che vorrei fare con questi articoli. Di guide turistiche ce ne sono tante, e anche migliori di questa. Io cerco di raccontare quello che ho vissuto in viaggio e, raccontando poi le mie esperienze, dare dei consigli utili!
    Grazie ancora 🙂

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